Capire come funziona l'impianto elettrico di una moto - almeno per i concetti di base - non è complesso. Con poche parole potremo dare qualche informazione anche ai meno "elettrici".
Di base ...
In modo molto semplice possiamo pensare alla corrente elettrica come alla benzina: la benzina fa funzionarare il motore a scoppio e tutto quello che ne consegue. La corrente elettrica fa funzionare una serie di dispositivi elettrici detti "utilizzatori": i più comuni sono fari, frecce, clacson, ...
Se da una parte vi sono gli utilizzatori di corrente, dall'altra dovrà esserci una fonte generatrice di corrente che ne renda disponibile una quantità sufficiente per soddisfare la richiesta di tutti gli utilizzatori. Bene: la batteria è l'unica fonte di corrente disponibile quando il motore della moto è spento. Ma, quando è acceso, il motore è in grado di produrre corrente elettrica. Ma come? Grazie alla rotazione dell'albero motore, la nostra motina fa girare anche un dispositivo meccanico specifico, la coppia rotore/statore, ovvero un magnete ed una serie di avvolgimenti elettrici che ne catturano il campo magnetico e le sue variazioni. In relazione al numero dei giri del motore la coppia rotore/statore genera più o meno corrente.
Tutto qui? Troppo semplice!
Prima osservazione: la coppia rotore/statore generano corrente alternata, trifase per la precisione, ad una tensione molto più alta di quella necessaria, mentre i dispositivi elettrici della moto funzionano a 12 volt ...
Seconda osservazione: la batteria (se in buono stato) non perde la carica e anzi con la moto accesa tende a ricaricarsi.
Terza osservazione: siccome il motore gira a règimi variabili, anche la corrente è variabile. Quindi a volte è troppa, altre troppo poca.
Bene, vediamo come mai.
La corrente generata da rotore/statore non entra subito "in circolo" ma viene affidata al regolatore/rettificatore (benedetto regolatore!!!!) che di tre onde in corrente alternata (ecco il motivo dei tre fili gialli) fa uscire una corrente continua (non proprio continua ma quasi) ed "educata" a 12 volt, ma in genere più alta intorno ai 14.5volt quando il motore è acceso.
La corrente che esce dal regolatore viene spedita all'impianto elettrico che consuma quella che serve in relazione a quanti dispositivi elettrici sono in funzione; parte di quella che avanza viene mandata alla batteria che piano piano se la mette "nella pancia" e si ricarica (se la batteria è in buono stato)
In realtà il règime variabile del motore non genera sempre abbastanza corrente, ad esempio quando il motore gira basso di giri e abbiamo gli abbaglianti accesi e le frecce e gli stop e ... Quindi, quando il regolatore fornisce all'impianto meno corrente del necessario la batteria aggiunge corrente mettendo in circolo quella che serve e ha accumulato. Quando invece il motore gira alto e rotore/statore generano tanta corrente, l'eccedenza viene scaricata a massa direttamente dal regolatore; ecco perchè il regolatore deve sempre essere ben connesso ed in modo sicuro al telaio ... perchè deve avere una ottima connessione con la massa della moto.
Ma: quali sono i problemi principali dell'impianto elettrico di una moto?
non è amico dell'acqua, ma la nostra motina è ben costruita
ogni tanto la batteria dichiara forfait e si rompe (non si carica più a dovere)
il regolatore scalda come fornello da campeggio e alla lunga si cuoce!
i contatti! chi ha studiato elettronica sa bene che ogni giunzione di un impianto elettrico deve essere fatta a regola d'arte, altrimenti prima o poi darà noie. Ecco, proprio questo: ogni contatto - con il tempo - tende ad ossidarsi e quindi a provocare disfuzioni nella conduzione di corrente. (ossidazione: processo per cui il metallo di cui è composto si copre di una patina tutt'altro che amica della corrente)
qualche volta può saltare un fusibile a causa di un'eccesso di corrente (anche se i motivi possono sono diversi).
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